A proposito di “Turismo dell’Olfatto”

Paese che vai, profumo che trovi: il marketing cattura e imbottiglia le essenze. Dall’odore del mosto provenzale a quello dei castelli inglesi. E a Versailles un percorso “a senso”...
Grande successo anche per tour olfattivi proposti ad esempio in Provenza, e per i giardini sensoriali come quello che sta per sorgere a Versailles.
L’articolo coglie senz’altro un aspetto interessante legato alla produzione di fragranze e alla valorizzazione del territorio. Dispiace soltanto che non si citino alcuni esempi che nel nostro paese stanno davvero facendo scuola.
Visite guidate profumate si svolgono anche al Giardino dei Semplici di Firenze, al Museo della Rosa Antica in provincia di Modena, presso i Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano, per menzionare le prime che mi vengono in mente.
In Italia è possibile anche seguire la scia del bergamotto nel Parco dell’Aspromonte o dell’iris nella zona del Chianti. Per chi vuole stare in città, a Bologna si svolge a maggio il nostro Smell – Festival dell’Olfatto che quest’anno ha registrato presenze da tutta Italia e si appresta a diventare un appuntamento di richamo nella città felsinea.
Ma dove l’Italia detiene un vero primato è nella produzione di profumi di pregio ispirati agli aromi tipici delle proprie località. Profumi apprezzatissimi all’estero, ma la cui esistenza evidentemente stenta a far notizia.
Ecco alcuni esempi:
ACQUA DI STRESA
“Acqua di Stresa nasce nel 2002. Fortemente voluta dai suoi due creatori, Acqua di Stresa è innanzitutto un sogno divenuto realtà. Acqua di Stresa è un respiro che si fa profumo, suadente e provocatorio; un’evocazione. Il volo degli uccelli all’imbrunire, il cielo che trascolora, lo spleen della fine dell’estate. Acqua di Stresa è l’osmanthus fragrans. Celebrato da poeti e scrittori, albero sacro, l’osmanthus fragrans conclude con la sua fioritura la stagione del Lago Maggiore. Sulle rive del Golfo Borromeo, in un paesaggio di ville e giardini, è nato un profumo che celebra la bellezza dell’effimero, la necessità del bello, l’ora che fugge…”
Fragranze: Acqua di Stresa, Acqua di Stresa “fresh touch”, Fiori di Stresa.
CARTHUSIA – I PROFUMI DI CAPRI
“La leggenda ricorda che nel 1380 il padre priore della Certosa di San Giacomo, colto alla sprovvista dalla notizia della venuta a Capri della sovrana Giovanna D’Angiò, preparò una raccolta dei fiori più belli dell’isola; quei fiori rimasero tre giorni nella stessa acqua ed al momento di buttarli il priore si accorse che l’acqua aveva acquistato una fragranza per lui misteriosa, cosicchè si rivolse al religioso erudito in alchimia che individuò la provenienza nel “Garofilum Silvestre Caprese“. Quell’acqua fu il primo profumo di Capri.
La storia, invece, racconta che nel 1948 il priore della Certosa ritrovate le vecchie formule dei profumi, su licenza del Papa le svelò ad un chimico piemontese che cosi’ creò il più piccolo laboratorio del mondo denominandolo “Carthusia” cioè “Certosa”.”
Fragranze: Aria di Capri, Fiori di Capri, Io Capri, Ligea la Sirena, Mediterraneo, Carthisia Uomo, N. 1, Via Camerelle
EAU D’ITALIE
“Una lussuosa collezione di fragranze che racconta l’essenza dell’Italia – un viaggio dei sensi attraverso la creatività, l’arte e la storia italiana, cominciando dalla Costiera Amalfitana con Eau d’Italie, l’esclusivo profumo dell’Albergo Le Sirenuse di Positano. Ciascun itinerario è unico, ciascuna fragranza un viaggio alla scoperta di una parte d’Italia.”
Fragranze: Paestum Rose, Magnolia Romana, Bois d’Ombrie, Au Lac, Sienne d’Hiver, Baume du Doge, Eau d’Italie.
ODORI – PROFUMO DI FIRENZE
“La curiosità di scoprire dietro una traccia odorosa, una storia, un incontro. Tabacco, Iris, Zafferano, Spigo toscano, Cuoio e Gli Odori. Essenze che fanno parte della storia della città, espressione del talento e della ricerca di Enzo. E’ dai primi ’900 che la famiglia Galardi sente la passione per l’arte profumiera. Guido, il capostipite, sperimenta le prime formule. La sensibilità e l’arte del nonno diventano poi le basi delle creazioni giocose del nipote Enzo, che decide di evolvere dalla sua vocazione iniziale, entrando nel mondo dei profumi mettendo in arte la sua passione.”
Fragranze: Tabacco, Iris, Zafferano, Spigo toscano, Cuoio e Gli Odori
PROFUMI DELLE CINQUE TERRE
“Desiderio di realizzare un sogno da sempre accarezzato. Amore per la natura e la contemplazione. Raffinata sensibilità estetica ed attrazione per le cose belle. Assidua frequentazione, fin dall’infanzia, di quei luoghi romantici e vitali. [...] Poiché il profumo ha sempre fornito una via che conduce direttamente all’anima, ecco le molteplici ed intime motivazioni di questa iniziativa nel campo della profumeria artistica. [...] Riproporre un mondo fatto di mare e di terra, di alghe e di salsedine, di reti, di barche e di sudore, di vendemmie e di fiori che colà vivono. Profumi della vita di un angolo di paradiso unico ed irripetibile che come un amante esigente richiede tutto l’amore. Senza condizioni.”
Fragranze: Agave, Tentazioni di Fico, Respiro di Risacca, Fiordaliso di Porto Venere
PROFUMI DEL FORTE
E’ la metà dell’800 e i nobili toscani scelgono quello che era un piccolo borgo per trascorrervi le vacanze. Quegli uomini slanciati da lunghi cilindri, quelle prosperose signore i cui abiti bianchi svolazzano al soffio della brezza marina, sono immagini che rimangono impresse. Nasce così, quasi per caso, Forte dei Marmi.
Il clima in quel piccolo lembo di terra è fantastico: il vento fresco che scende dalle vicine Alpi Apuane – il cui marmo già Michelangelo Buonarroti aveva portato nei più splendidi palazzi del mondo – da ritorno nelle calde giornate estive. E il fortino napoleonico, fatto edificare nel 1788 dal Granduca di Toscana Leopoldo di Lorena, sembra sia stato eretto quasi apposta per proteggere le vacanze di quelle blasonate famiglie in cerca di una vita mondana lontana da occhi indiscreti.
Fragranze: Vittoria Apuana, Tirrenico, Marconi 3, Roma Imperiale, By Night, Forte + Forte, Maia, Merope, Taigete, Alcione.
PROFUMO DI PANTELLERIA
L’idea di un Profumo di Pantelleria nasce la notte del 31 Dicembre 1997 dalla volontà di un gruppo di “coloni” abituali di Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo, di rendere un tributo a quest’isola egoista e stregata, che si ama o si rifiuta.
Durante la cena a Rekhale, nel dammuso di Italo Cucci, sotto la volta stellata si discuteva di come “racchiudere” l’essenza dell’isola, per poterla portare con sè nei forzati distacchi, in cui la dolente nostalgia portava i sensi a “rivivere” gli aromi dei capperi, dello zibibbo e del Krug, ma più di tutto le fragranze delle scogliere, dei sentieri e dei sorprendenti boschi racchiusi nei crateri. E’ così che, in quella notte stellata e romantica, è nato il progetto “Profumo di Pantelleria”.
Fragranze: Jailia, Nicà, Tanit, Maestrale, Dammuso, Aire, Approdo, ecc.
SIGILLI
“Un affascinante viaggio nel tempo tra fragranze e aromi del mondo antico, sulle tracce della civiltà etrusca e romana, fino ad arrivare alla contemporaneità ed ai suoi gusti, ma senza dimenticare la raffinatezza dell’alta toiletteria.
Tutto nasce dalla memoria. I ricordi più radicati sono legati al mondo degli odori.
Negli anni si risvegliano sensazioni antiche: il profumo del latte caldo, della campagna, l’erba tagliata, la frutta colta sull’albero, il fieno, la terra bagnata, la legna che brucia, il lino e la canapa lavati alla sorgente. Perfino l’acqua ha il suo profumo. Tutto torna come un bouquet completo e bellissimo nelle sue note e ti rendi conto che la vita è un profumo da comporre con le essenze dei ricordi.”
Fragranze: Athunis, Volumna, Thu, Pyrgros, Claudiae, Tyrsenoi, Tuscia, Asprosa, Ferfaen
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Ad essi aggiungo anche il caso di Tauleto, una linea profumata che si ispira al sentore dell’uva sangiovese.
L’amore un po’ nostalgico per il paesaggio olfattivo delle località italiane è la nota di fondo che accomuna molte fragranze artistiche nate nel Bel Paese. Questi profumi senz’altro si appoggiano alla fama di alcune mete vacanziere (Cinque Terre, Forte dei Marmi, Pantelleria, Lago Maggiore ecc.), ma instaurano con esse un rapporto virtuoso di reciproca valorizzazione.
Considerata la passione e l’ammirazione dei turisti inglesi e francesi per questi profumi, sospetto che abbiano giocato un ruolo fondamentale in quel BOOM DEL TURISMO DELL’OLFATTO esploso sulle pagine di Repubblica.
Cover image: www.sagrona.com
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