Musée International de la Parfumerie – Grasse

museo3Trovandomi in vacanza in Francia, non ho potuto fare a meno di visitare il Museo Internazionale della Profumeria di Grasse che ha riaperto nel 2008 completamente rinnovato.
La prima tappa del percorso prevede la sosta in una sala dove un diffusore emana alcune fragranze e una proiezione scorre sulle pareti con immagini legate alla natura. Il pubblico è invitato ad abbandonarsi alle sensazioni lasciando affiorare emozioni e ricordi. L’idea è interessante anche se l’associazione tra stimoli olfattivi e visivi è un po’ didascalica, del tipo: onde in movimento/accordo marino.
Proseguendo si può entrare in una piccola serra che contiene numerose piante aromatiche. Un meccanismo consente di sentire il profumo di foglie, fiori, cortecce e radici secche così come sono in natura, prima del processo di estrazione.
Scendendo alle sale del piano inferiore inizia il percorso storico. L’esposizione raccoglie ampolle portaprofumo, utensili per la preparazione di oli e pomate, bruciatori per resine e incensi, preziosi oggetti da toilette dall’Egitto fino all’era moderna. Notevole è il “necessaire” di Maria Antonietta, una valigia da viaggio che contiene tutto l’indispensabile per la toletta della Regina. Non proprio un esempio di sobrietà. Sembra attendibile che la regina l’abbia fatto realizzare da un artigiano in previsione e della sua fuga da Parigi.museo2
Non sono una grande appassionata di audioguide, perché mi piace muovermi liberamente negli spazi espositivi costruendomi un mio percorso personale.
Per godere la visita alle sale storiche del Museo della Profumeria di Grasse è però indispensabile: non c’è altro modo per tuffarsi davvero nella cultura del profumo e la sua evoluzione nel tempo.
Scendendo di un altro piano si arriva a un enorme open-space dedicato alla produzione del profumo: torchi, alambicchi, fiaschi, pentoloni e telai per l’enfleurage sono intervallati da pannelli, proiezioni esplicative e postazioni olfattive. Una graziosissima sala color rosa shocking dove alloggia una statuetta di Afrodite, è arredata con un armadio a parete diviso in tanti piccoli cassetti che il visitatore curioso può aprire. Quando non sono vuoti, contengono, protetti da un vetro, confezioni di profumi, ciprie e altri cosmetici da collezione.
museo4Lo spazio all’ultimo piano si apre su con una carrellata di profumi celebri su cui ci si sofferma volentieri apprezzando il design dei flaconi. In questo settore ho trovato una postazione olfattiva interessante, dedicata al profumo del mughetto. Da questo fiore è molto difficile estrarre l’essenza, così i profumieri hanno creato accordi il più possibile vicini alla fragranza naturale. Dalla postazione è possibile annusarli e scegliere quello più realistico. Pur essendo molto diversi tra loro, odorano tutti indiscutibilmente di mughetto!
Il mio Museo del Profumo Ideale contiene molte storie come questa e riserva molto più spazio al processo di creazione di un profumo così come all’evoluzione dei gusti e delle mode, attraverso percorsi olfattivi.cover
Il Museo di Grasse ha comunque l’aria di essere ancora un work in progress, alcune aree sono vuote, il tour con l’audioguida a volte è impreciso. Lo spazio a disposizione è senz’altro bellissimo e credo che con il tempo potrà essere sfruttato del tutto.
All’uscita ho acquistato Perfume: a global history, un volume corposo dedicato alla cultura del profumo nei diversi continenti con numerosi contributi di argomento scientifico, sociologico e antropologico.

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