C’è un vampiro nell’aria
Seguendo questa tradizione, Lasciami entrare, il romanzo di John Ajvide Lindqvist è una selva di miasmi.
Ecco come il protagonista, Oskar, descrive le sue sensazioni di fronte a Eli, la bambina-vampiro:
“Non era soltanto l’odore di sudore vecchio. Era peggio. Era come l’odore che si sente quando si toglie la benda di una ferita infetta.”
Scie olfattive si trovano anche nella saga di Twilight, ma l’accento è posto sul delizioso profumo di Bella Swan capace di scatenare l’istinto di vampiri e licantropi. Edward Cullin ne parla in questo modo:
“Tu, il tuo odore, siete come una droga per me. È come se tu fossi la mia qualità preferita di eroina.”
Le creature della notte, si sa, hanno un olfatto molto sviluppato per sferzare assalti nel buio. Il fiuto è un elemento essenziale della caccia e Sthepenie Meyer, nei suoi romanzi, ne sottolinea gli aspetti inquietanti. L’iperosmia dei mostri pone in forte svantaggio gli esseri umani: emanare odore è per loro molto pericoloso.
Nel Dracula di Bram Stoker, Lucy Westenra è più avveduta di Bella Swan e si circonda di corone d’aglio a cui sono attribuiti poteri apotropaici. Dal diario di Lucy:
“Non mi è mai piaciuto l’aglio, ma stasera lo trovo delizioso! Il suo profumo dona pace.”
Se si pensa che una delle componenti aromatiche dell’aglio è lo zolfo, associato alle zone infere e agli esseri demoniaci, si coglie tutta l’ironia di Lucy.
Rimedio casereccio, intrecciato con il folklore e la superstizione del passato, questo ortaggio non gode oggi di grande popolarità. Al contrario, i giovani vampiri riscuotono sempre più successo e le loro fan indossano persino particolari profumi per attrarli, nella speranza di svegliarsi l’indomani con un bel morso sul collo.
Cover photo: “Innocent vampire” by Panicalex
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