Fragranze n.8: la profumeria artistica e gli scenari futuri della cultura olfattiva

settembre 1st, 2010 - autore: Francesca Faruolo

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In questo primo luminoso giorno di settembre, Naso per Caso sente che il grande giorno si avvicina…

Da venerdì 10 a domenica 12 settembre 2010 Pitti Immagine presenta Fragranze n.8, il salone-evento dedicato alle migliori proposte del mondo della profumeria artistica e selettiva e all’evoluzione della cultura olfattiva. Alla Stazione Leopolda sono di scena le essenze più esclusive, i prodotti per la cura e il benessere del corpo, la ricerca sulle specialità cosmetiche e gli accessori profumati: altissima qualità artigianale, articoli unici e sofisticati proposti dai marchi più qualificati del panorama internazionale. I giorni di Fragranze presentano anche un ricco programma di eventi – anteprime speciali e conferenze stampa – organizzati da Pitti Immagine e dagli espositori, che accendono i riflettori sui protagonisti del mondo delle essenze e del lifestyle contemporaneo. Inoltre, sabato 11 settembre, Fragranze propone una giornata di apertura al pubblico, in cui tutti i cultori e gli appassionati di profumeria avranno la possibilità di approfondire questo mondo.

L’ULTIMA EDIZIONE
All’ultima edizione si è registrata un’affluenza di circa 1700 compratori (+35% rispetto alla precedente) e una presenza di compratori esteri raddoppiata: tra i principali paesi di provenienza Francia, Germania, Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Grande attenzione c’è stata anche per il programma di talk show “Il Profumo del Futuro” – il forum organizzato da Pitti Immagine in collaborazione con Futuretaste sugli scenari prossimi dell’olfatto, accanto ai numerosi eventi delle aziende espositrici, che hanno portato a Firenze i nasi più prestigiosi del panorama internazionale.

ISPIRAZIONE GREEN PER IL NUOVO LAYOUT
Alla prossima edizione di Fragranze, il tema ispiratore del nuovo layout – curato da Alessandro Moradei – sarà una natura riletta in maniera contemporanea: una vegetazione colorata e spontanea dalle forme geometriche, invaderà in modo armonioso gli spazi della Leopolda, creando un percorso dalle sensazioni calde e naturali, che stimolano l’incontro e lo scambio.

I PROGETTI SPECIALI
Per rispondere alla sempre più diversificata richiesta dei buyer internazionali che visitano Fragranze, a partire dallo scorso settembre la proposta della manifestazione si è arricchita di due nuove sezioni: SPRING, l’area speciale riservata ai nomi nuovi, alle linee di giovani marchi di fragranze che si presentano al primo appuntamento con il pubblico internazionale e alle nuove realtà presenti sul mercato; e CHARMS, lo spazio che presenta una ricercata selezione di proposte dal mondo degli accessori (gioielli, foulard, accessori per la persona e la casa…) sempre più elemento irrinunciabile del lifestyle contemporaneo.

I MARCHI
Saranno 160 circa i marchi alla prossima edizione, tra i quali: Abanha, Acqua di Stresa, Annayake, Bakel, Calè Fragranze d’Autore, Caron, Casaroma, Czech and Speake, Etat Libre d’Orange, Face Stockholm, Floris, Georges Feghaly, Gianna Rose Atelier, Heeley, Honoré des Prés Paris, Il Profumo, Jacques Zolty, La Maison de la Vanille, L’Artisan Parfumeur, Laura Tonatto, Lorenzo Villoresi, Lubin, Mark Buxton, Memo Paris, Mona Di Orio, Montale – Paris, Nez a Nez, Nobile 1942, Officina De’ Tornabuoni, Officina delle Essenze, Opalis, Simone Cosac Profumi, Solange, Tauleto Fragrance, The Hypenoses, Vero Profumo.
Tra i nuovi ingressi: Dr. Bronner’s, Dr. Vranjes, Mad et Len, Technique Indiscrete, Washington Tremlett.

SISSEL TOLAAS A FRAGRANZE N.8

A questa edizione di Fragranze è stata invitata Sissel Tolaas, scienziata, artista e scent provocateur norvegese. Dal suo laboratorio di Berlino, dove a oggi ha archiviato – in una sorta di “diario olfattivo”– fino a 6730 odori, con le sue creazioni e le sue performance artistiche Tolaas è impegnata in un inedito progetto di educazione olfattiva: allenare le persone a riconoscere, accettare e definire gli odori dei luoghi, delle cose, dei corpi e delle emozioni. Sissel Tolaas presenterà a Fragranze una parte del suo straordinario lavoro.

AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DE IL PROFUMO DEL FUTURO
Seconda edizione per ”Il Profumo del Futuro”, il forum sugli scenari della cultura olfattiva organizzato da Pitti Immagine e Futuretaste, la società di analisi e consulenza specializzata nel campo del lifestyle, e con il contributo di Givaudan, la grande azienda francese leader mondiale nella produzione e commercializzazione di componenti per essenze e aromi del settore alimentare, della cosmetica e delle fragranze. In occasione di Fragranze, “Il Profumo del Futuro” andrà in scena alla Stazione Leopolda nel pomeriggio di sabato 11 settembre 2010. Il tema di questa edizione sarà “L’odore della ripresa?”, e intercetterà la svolta olfattiva nelle preferenze dei consumatori più esigenti.
Il forum si articolerà in due parti: gli Scenari, dedicati all’idea dei trend di consumo più significativi per il prossimo anno nel campo dei profumi e dei sapori. La ricerca di Givaudan unirà alla classica metodologia di analisi, l’utilizzo dei commenti dei più autorevoli blogger e social network che si occupano di fragranze: una rivoluzione di metodo, che tiene conto di una voce sempre più influente nel contemporaneo. Nella seconda parte dell’incontro, il Talk-Show– coordinato da Davide Paolini, che con Luigi Consiglio è animatore di Futuretaste –  esperti e personalità italiane e internazionali del mondo della profumeria di qualità, dell’eno-gastronomia, della moda, del design e della comunicazione si confronteranno sui risultati della ricerca.

L’APERTURA SPECIALE AL PUBBLICO
Fragranze è anche un’occasione per raccontare e diffondere i temi della moderna cultura olfattiva, combinando informazione ed entertainment, tutti i cultori e gli appassionati di profumeria avranno così la possibilità, SABATO 11 SETTEMBRE, di avvicinarsi a questo mondo, scoprendo le novità prodotti esclusivi e partecipare agli eventi in programma.


FRAGRANZE N.8

10.11.12 settembre 2010
Stazione Leopolda
Viale Fratelli Rosselli, Firenze
Orario: 10.00 – 18.00
Sabato 11 settembre: apertura al pubblico, biglietto di ingresso 10 euro
www.pittimmagine.com

Pitti Immagine – ufficio stampa  tel. 02/863462 – 055/3693240

A proposito di “Turismo dell’Olfatto”

agosto 25th, 2010 - autore: Francesca Faruolo

Oggi è uscito su La Repubblica un articolo di Anais Ginori intitolato “Il Boom del turismo dell’olfatto”. Recita l’occhiello:

Paese che vai, profumo che trovi: il marketing cattura e imbottiglia le essenze. Dall’odore del mosto provenzale a quello dei castelli inglesi. E a Versailles un percorso “a senso”...

Proseguendo nella lettura l’autrice ci informa che in alcune città della Francia e dell’Inghilterra sta avendo molto successo l’idea di usare i profumi come mezzo di promozione turistica. Creare fragranze che racchiudono la vera essenza del luogo, sembra la trovata vincente per trasformare alcuni luoghi poco frequentati in ambite mete vacanziere, per turisti curiosi e sensibili ai nuovi trend.
Grande successo anche per tour olfattivi proposti ad esempio in Provenza, e per i giardini sensoriali come quello che sta per sorgere a Versailles.

L’articolo coglie senz’altro un aspetto interessante legato alla produzione di fragranze e alla valorizzazione del territorio. Dispiace soltanto che non si citino alcuni esempi che nel nostro paese stanno davvero facendo scuola.

Visite guidate profumate si svolgono anche al Giardino dei Semplici di Firenze, al Museo della Rosa Antica in provincia di Modena, presso i Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano, per menzionare le prime che mi vengono in mente.
In Italia è possibile anche seguire la scia del bergamotto nel Parco dell’Aspromonte o dell’iris nella zona del Chianti. Per chi vuole stare in città, a Bologna si svolge a maggio il nostro Smell – Festival dell’Olfatto che quest’anno ha registrato presenze da tutta Italia e si appresta a diventare un appuntamento di richamo nella città felsinea.

Ma dove l’Italia detiene un vero primato è nella produzione di profumi di pregio ispirati agli aromi tipici delle proprie località. Profumi apprezzatissimi all’estero, ma la cui esistenza evidentemente stenta a far notizia.

Ecco alcuni esempi:

ACQUA DI STRESA
Acqua Stresa 2 “Acqua di Stresa nasce nel 2002. Fortemente voluta dai suoi due creatori, Acqua di Stresa è innanzitutto un sogno divenuto realtà. Acqua di Stresa è un respiro che si fa profumo, suadente e provocatorio; un’evocazione. Il volo degli uccelli all’imbrunire, il cielo che trascolora, lo spleen della fine dell’estate. Acqua di Stresa è l’osmanthus fragrans. Celebrato da poeti e scrittori, albero sacro, l’osmanthus fragrans conclude con la sua fioritura la stagione del Lago Maggiore. Sulle rive del Golfo Borromeo, in un paesaggio di ville e giardini, è nato un profumo che celebra la bellezza dell’effimero, la necessità del bello, l’ora che fugge…”

Fragranze: Acqua di Stresa, Acqua di Stresa “fresh touch”, Fiori di Stresa.

CARTHUSIA – I PROFUMI DI CAPRI
aria-di-capri “La leggenda ricorda che nel 1380 il padre priore della Certosa di San Giacomo, colto alla sprovvista dalla notizia della venuta a Capri della sovrana Giovanna D’Angiò, preparò una raccolta dei fiori più belli dell’isola; quei fiori rimasero tre giorni nella stessa acqua ed al momento di buttarli il priore si accorse che l’acqua aveva acquistato una fragranza per lui misteriosa, cosicchè si rivolse al religioso erudito in alchimia che individuò la provenienza nel “Garofilum Silvestre Caprese“. Quell’acqua fu il primo profumo di Capri.
La storia, invece, racconta che nel 1948 il priore della Certosa ritrovate le vecchie formule dei profumi, su licenza del Papa le svelò ad un chimico piemontese che cosi’ creò il più piccolo laboratorio del mondo denominandolo “Carthusia” cioè “Certosa”.”

Fragranze: Aria di Capri, Fiori di Capri, Io Capri, Ligea la Sirena, Mediterraneo, Carthisia Uomo, N. 1, Via Camerelle

EAU D’ITALIE
43200 “Una lussuosa collezione di fragranze che racconta l’essenza dell’Italia – un viaggio dei sensi attraverso la creatività, l’arte e la storia italiana, cominciando dalla Costiera Amalfitana con Eau d’Italie, l’esclusivo profumo dell’Albergo Le Sirenuse di Positano. Ciascun itinerario è unico, ciascuna fragranza un viaggio alla scoperta di una parte d’Italia.”

Fragranze: Paestum Rose, Magnolia Romana, Bois d’Ombrie, Au Lac, Sienne d’Hiver, Baume du Doge, Eau d’Italie.

ODORI – PROFUMO DI FIRENZE
odori odori“La curiosità di scoprire dietro una traccia odorosa, una storia, un incontro. Tabacco, Iris, Zafferano, Spigo toscano, Cuoio e Gli Odori. Essenze che fanno parte della storia della città, espressione del talento e della ricerca di Enzo. E’ dai primi ‘900 che la famiglia Galardi sente la passione per l’arte profumiera. Guido, il capostipite, sperimenta le prime formule. La sensibilità e l’arte del nonno diventano poi le basi delle creazioni giocose del nipote Enzo, che decide di evolvere dalla sua vocazione iniziale, entrando nel mondo dei profumi mettendo in arte la sua passione.”

Fragranze: Tabacco, Iris, Zafferano, Spigo toscano, Cuoio e Gli Odori

PROFUMI DELLE CINQUE TERRE
cinqueterre “Desiderio di realizzare un sogno da sempre accarezzato. Amore per la natura e la contemplazione. Raffinata sensibilità estetica ed attrazione per le cose belle. Assidua frequentazione, fin dall’infanzia, di quei luoghi romantici e vitali. [...] Poiché il profumo ha sempre fornito una via che conduce direttamente all’anima, ecco le molteplici ed intime motivazioni di questa iniziativa nel campo della profumeria artistica. [...] Riproporre un mondo fatto di mare e di terra, di alghe e di salsedine, di reti, di barche e di sudore, di vendemmie e di fiori che colà vivono. Profumi della vita di un angolo di paradiso unico ed irripetibile che come un amante esigente richiede tutto l’amore. Senza condizioni.”

Fragranze: Agave, Tentazioni di Fico, Respiro di Risacca, Fiordaliso di Porto Venere

PROFUMI DEL FORTE
forteE’ la metà dell’800 e i nobili toscani scelgono quello che era un piccolo borgo per trascorrervi le vacanze. Quegli uomini slanciati da lunghi cilindri, quelle prosperose signore i cui abiti bianchi svolazzano al soffio della brezza marina, sono immagini che rimangono impresse. Nasce così, quasi per caso, Forte dei Marmi.
Il clima in quel piccolo lembo di terra è fantastico: il vento fresco che scende dalle vicine Alpi Apuane – il cui marmo già Michelangelo Buonarroti aveva portato nei più splendidi palazzi del mondo – da ritorno nelle calde giornate estive. E il fortino napoleonico, fatto edificare nel 1788 dal Granduca di Toscana Leopoldo di Lorena, sembra sia stato eretto quasi apposta per proteggere le vacanze di quelle blasonate famiglie in cerca di una vita mondana lontana da occhi indiscreti.

Fragranze: Vittoria Apuana, Tirrenico, Marconi 3, Roma Imperiale, By Night, Forte + Forte, Maia, Merope, Taigete, Alcione.

PROFUMO DI PANTELLERIA
pantellL’idea di un Profumo di Pantelleria nasce la notte del 31 Dicembre 1997 dalla volontà di un gruppo di “coloni” abituali di Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo, di rendere un tributo a quest’isola egoista e stregata, che si ama o si rifiuta.
Durante la cena a Rekhale, nel dammuso di Italo Cucci, sotto la volta stellata si discuteva di come “racchiudere” l’essenza dell’isola, per poterla portare con sè nei forzati distacchi, in cui la dolente nostalgia portava i sensi a “rivivere” gli aromi dei capperi, dello zibibbo e del Krug, ma più di tutto le fragranze delle scogliere, dei sentieri e dei sorprendenti boschi racchiusi nei crateri. E’ così che, in quella notte stellata e romantica, è nato il progetto “Profumo di Pantelleria”.

Fragranze: Jailia, Nicà, Tanit, Maestrale, Dammuso, Aire, Approdo, ecc.

SIGILLI
Asprosa-Ferfaen-Sigilli “Un affascinante viaggio nel tempo tra fragranze e aromi del mondo antico, sulle tracce della civiltà etrusca e romana, fino ad arrivare alla contemporaneità ed ai suoi gusti, ma senza dimenticare la raffinatezza dell’alta toiletteria.
Tutto nasce dalla memoria. I ricordi più radicati sono legati al mondo degli odori.
Negli anni si risvegliano sensazioni antiche: il profumo del latte caldo, della campagna, l’erba tagliata, la frutta colta sull’albero, il fieno, la terra bagnata, la legna che brucia, il lino e la canapa lavati alla sorgente. Perfino l’acqua ha il suo profumo. Tutto torna come un bouquet completo e bellissimo nelle sue note e ti rendi conto che la vita è un profumo da comporre con le essenze dei ricordi.”

Fragranze: Athunis, Volumna, Thu, Pyrgros, Claudiae, Tyrsenoi, Tuscia, Asprosa, Ferfaen

……………………………….

Ad essi aggiungo anche il caso di Tauleto, una linea profumata che si ispira al sentore dell’uva sangiovese.
L’amore un po’ nostalgico per il paesaggio olfattivo delle località italiane è la nota di fondo che accomuna molte fragranze artistiche nate nel Bel Paese. Questi profumi senz’altro si appoggiano alla fama di alcune mete vacanziere (Cinque Terre, Forte dei Marmi, Pantelleria, Lago Maggiore ecc.), ma instaurano con esse un rapporto virtuoso di reciproca valorizzazione.

Considerata la passione e l’ammirazione dei turisti inglesi e francesi per questi profumi, sospetto che abbiano giocato un ruolo fondamentale in quel BOOM DEL TURISMO DELL’OLFATTO esploso sulle pagine di Repubblica.

Cover image: www.sagrona.com

Musée International de la Parfumerie – Grasse

agosto 20th, 2010 - autore: Francesca Faruolo
museo3Trovandomi in vacanza in Francia, non ho potuto fare a meno di visitare il Museo Internazionale della Profumeria di Grasse che ha riaperto nel 2008 completamente rinnovato.
La prima tappa del percorso prevede la sosta in una sala dove un diffusore emana alcune fragranze e una proiezione scorre sulle pareti con immagini legate alla natura. Il pubblico è invitato ad abbandonarsi alle sensazioni lasciando affiorare emozioni e ricordi. L’idea è interessante anche se l’associazione tra stimoli olfattivi e visivi è un po’ didascalica, del tipo: onde in movimento/accordo marino.
Proseguendo si può entrare in una piccola serra che contiene numerose piante aromatiche. Un meccanismo consente di sentire il profumo di foglie, fiori, cortecce e radici secche così come sono in natura, prima del processo di estrazione.
Scendendo alle sale del piano inferiore inizia il percorso storico. L’esposizione raccoglie ampolle portaprofumo, utensili per la preparazione di oli e pomate, bruciatori per resine e incensi, preziosi oggetti da toilette dall’Egitto fino all’era moderna. Notevole è il “necessaire” di Maria Antonietta, una valigia da viaggio che contiene tutto l’indispensabile per la toletta della Regina. Non proprio un esempio di sobrietà. Sembra attendibile che la regina l’abbia fatto realizzare da un artigiano in previsione e della sua fuga da Parigi.museo2
Non sono una grande appassionata di audioguide, perché mi piace muovermi liberamente negli spazi espositivi costruendomi un mio percorso personale.
Per godere la visita alle sale storiche del Museo della Profumeria di Grasse è però indispensabile: non c’è altro modo per tuffarsi davvero nella cultura del profumo e la sua evoluzione nel tempo.
Scendendo di un altro piano si arriva a un enorme open-space dedicato alla produzione del profumo: torchi, alambicchi, fiaschi, pentoloni e telai per l’enfleurage sono intervallati da pannelli, proiezioni esplicative e postazioni olfattive. Una graziosissima sala color rosa shocking dove alloggia una statuetta di Afrodite, è arredata con un armadio a parete diviso in tanti piccoli cassetti che il visitatore curioso può aprire. Quando non sono vuoti, contengono, protetti da un vetro, confezioni di profumi, ciprie e altri cosmetici da collezione.
museo4Lo spazio all’ultimo piano si apre su con una carrellata di profumi celebri su cui ci si sofferma volentieri apprezzando il design dei flaconi. In questo settore ho trovato una postazione olfattiva interessante, dedicata al profumo del mughetto. Da questo fiore è molto difficile estrarre l’essenza, così i profumieri hanno creato accordi il più possibile vicini alla fragranza naturale. Dalla postazione è possibile annusarli e scegliere quello più realistico. Pur essendo molto diversi tra loro, odorano tutti indiscutibilmente di mughetto!
Il mio Museo del Profumo Ideale contiene molte storie come questa e riserva molto più spazio al processo di creazione di un profumo così come all’evoluzione dei gusti e delle mode, attraverso percorsi olfattivi.cover
Il Museo di Grasse ha comunque l’aria di essere ancora un work in progress, alcune aree sono vuote, il tour con l’audioguida a volte è impreciso. Lo spazio a disposizione è senz’altro bellissimo e credo che con il tempo potrà essere sfruttato del tutto.
All’uscita ho acquistato Perfume: a global history, un volume corposo dedicato alla cultura del profumo nei diversi continenti con numerosi contributi di argomento scientifico, sociologico e antropologico.

C’è un vampiro nell’aria

agosto 18th, 2010 - autore: Francesca Faruolo

Innocent_vampire_by_Panicalex

Odori tossici che suscitano repulsione, odori da sopprimere e debellare, odori associati agli inferi e alle energie telluriche, odori che solleticano desideri predatori. Tutte queste valenze, lontane dalle oasi paradisiache dei sensi, entrano a far parte di miti antichi e racconti odierni che hanno per protagoniste le creature della notte.

Seguendo questa tradizione, Lasciami entrare, il romanzo di John Ajvide Lindqvist è una selva di miasmi.
Ecco come il protagonista, Oskar, descrive le sue sensazioni di fronte a Eli, la bambina-vampiro:

“Non era soltanto l’odore di sudore vecchio. Era peggio. Era come l’odore che si sente quando si toglie la benda di una ferita infetta.”

Scie olfattive si trovano anche nella saga di Twilight, ma l’accento è posto sul delizioso profumo di Bella Swan capace di scatenare l’istinto di vampiri e licantropi. Edward Cullin ne parla in questo modo:

“Tu, il tuo odore, siete come una droga per me. È come se tu fossi la mia qualità preferita di eroina.”

Le creature della notte, si sa, hanno un olfatto molto sviluppato per sferzare assalti nel buio. Il fiuto è un elemento essenziale della caccia e Sthepenie Meyer, nei suoi romanzi, ne sottolinea gli aspetti inquietanti. L’iperosmia dei mostri pone in forte svantaggio gli esseri umani: emanare odore è per loro molto pericoloso.
Nel Dracula di Bram Stoker, Lucy Westenra è più avveduta di Bella Swan e si circonda di corone d’aglio a cui sono attribuiti poteri apotropaici. Dal diario di Lucy:

“Non mi è mai piaciuto l’aglio, ma stasera lo trovo delizioso! Il suo profumo dona pace.”

Se si pensa che una delle componenti aromatiche dell’aglio è lo zolfo, associato alle zone infere e agli esseri demoniaci, si coglie tutta l’ironia di Lucy.
Rimedio casereccio, intrecciato con il folklore e la superstizione del passato, questo ortaggio non gode oggi di grande popolarità. Al contrario, i giovani vampiri riscuotono sempre più successo e le loro fan indossano persino particolari profumi per attrarli, nella speranza di svegliarsi l’indomani con un bel morso sul collo.


Cover photo: “Innocent vampire” by Panicalex

twilight-perfume(1) Vampire

Profumo e personalità

luglio 28th, 2010 - autore: Francesca Faruolo
infine4A Saints-Maries-de-la-Mer, in Francia, ho trovato un negozio di profumi piuttosto insolito. Sugli scaffali in legno erano appoggiare decine di ampolle di vetro trasparente: nessun liquido all’interno, solo alcune sfere di vetro colorato che erano state irrorate di profumo.
La commessa mi ha invitato ad annusare le ampolle a una a una. “Da una parte metti quelle che ti piacciono, dall’altra quelle che non ti piacciono”. Ho iniziato diligentemente a eseguire questo compito e dopo una lunga selezione ho individuato una decina di profumi che mi hanno lasciato indifferente e due di mio gusto.
“Bene” mi ha detto la commessa “le fragranze che hai scelto corrispondono a personalità antitetiche“. Non mi sono stupita del responso, da sempre convivo con una melange di attitudini e interessi contrapposti. Mi sono solo meravigliata che l’analisi del profumo lo rivelasse così chiaramente. La mia scelta è ricaduta su una fragranza ambrata e una floreal-talcata che corrispondono rispettivamente una personalità istintiva e a una molto controllata. Altri approfondimenti mi sono stati forniti insieme alle fragranze che, data la simpatica esperienza e il prezzo ragionevole, non ho potuto fare a meno di acquistare.

La linea di cui sto parlando si chiama In Fine, termine che vuole evocare la soddisfazione di aver trovato – finalmente – il proprio profumo personale. La brochure di accompagnamento spiega che le fragranze sono a base di essenze naturali.
infine3 Dietro il marchio In Fine c’è un naso di nome Jean Patout che ha compito uno studio sul rapporto tra profumo e personalità raccolto in un libro intitolato Pied de Nez, (espressione francese che significa “marameo”n.d.r.).
Nei negozi In Fine, dislocati in Francia e Belgio “Puoi vivere l’emozione di guardarti in uno specchio che riflette la tua vera natura“.
I profumi della linea hanno un’impronta piuttosto classica. Tutti molto equilibrati, ben fatti, gradevoli, ma a mio parere senza particolari note di originalità.

Anche se sono poco incline a pensare che ci sia un profumo che combaci con il nostro “vero essere”, trovo molto interessante l’idea di una psicologia del profumo, che approfondisca le risonanze interiori che si creano tra noi e le composizioni olfattive.

Corso base di profumeria

maggio 8th, 2010 - autore: admin

SmellBanner

Sono aperte le iscrizioni al “Corso base di profumeria” un laboratorio pratico e creativo che si terrà domenica 30 maggio presso il Museo della Musica di Bologna. L’iniziativa è inclusa nel cartellone di Smell-Festival dell’Olfatto, rassegna promossa da Associazione OraBlu e RXC-Risorse per Comunicare, in collaborazione con Istituzione Musei Civici del Comune di Bologna, con il contributo di Tempo, brand leader nel mercato dei fazzoletti di carta.

Il corso è condotto da Claudia Scattolini farmacista diplomata EFCM all’ISIPCA, la più prestigiosa scuola del mondo nel settore della profumeria, fondata da Jean-Jacques Guerlain a Versailles, e titolare di Fragrance Designer, azienda che crea e produce profumi su misura, fragranze per ambienti e allestimenti olfattivi personalizzati.

Il corso si svolge dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 15,30, per un totale di 4 ore full-immersion nel mondo delle essenze ed è rivolto a quanti desiderino avvicinarsi alla creazione di fragranze e a chi aspira ad acquisire un lessico più specifico e professionale per presentare i prodotti di profumeria.

Claudia Scattolini, dopo una breve introduzione alle tecniche di estrazione e distillazione delle essenze, guiderà i partecipanti attraverso percorso teorico e pratico alla scoperta dell’importante distinguo tra materie prime naturali e sintetiche, insegnando ad armonizzare le note di testa, di cuore e di fondo che compongono il bouquet di un profumo. Il corso prevede inoltre esercitazioni pratiche su una selezione di celebri fragranze, per imparare a identificare le famiglie olfattive e classificare le composizioni profumate.

Per info e iscrizioni: info@smellfestival.it
Approfondimenti sul sito www.smellfestival.it

A spasso con Hilde Soliani

aprile 18th, 2010 - autore: Francesca Faruolo

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Sabato di pioggia, seguendo uno sciame di donne e uomini con trolley appresso, approdo al Cosmoprof di Bologna, la fiera della cosmesi e delle vanità. Ho appuntamento con Hilde Soliani, creatrice di pofumi in visita anche lei al salone. Di Hilde Soliani ho solo sentito parlare, le sue fragranze non sono mai arrivate al mio naso e ho una grande curiosità di conoscere questa donna così defilata dai soliti ambienti della profumeria artistica.

E capisco subito perché: Hilde è uno spirito indipendente che ama esprimere le sue opinioni senza mezzi termini. È donna dai giudizi dicotomici, o bianco o nero, e i giornalisti spesso non hanno il coraggio di riportare le sue affermazioni, come ad esempio che… Bhé chi fosse curioso di saperlo mi scriva in privato.

Dirò intanto che l’Hilde-pensiero si basa su tre pilastri:

  • i soli grandi nasi viventi sono Jean-François Laporte, Jean-Claude Ellena e l’adorato Frédéric Malle;
  • la profumeria di nicchia dovrebbe essere mooolto più selettiva;
  • imitatori e plagiari vanno abbattuti.

salissimoFate caso al suo sguardo di fuoco quando, assaggiando un suo profumo, oserete dire: “assomiglia a…”.

Un certo gusto per l’esagerazione emerge dal nome delle sue ultime fragranze tra cui menziono le mie preferite: CioccoRosissimo e Salissimo. Superlativi golosi applicati a profumi che sono in realtà equilibrati e minimali.

Mi colpisce la loro struttura “paratattica”. Le note olfattive sembrano affiancate l’una all’altra su un piano orizzontale, non verticale secondo la consueta piramide. All’inizio distinte tra loro, vanno poi fondendosi insieme man mano che la fragranza evolve sulla pelle, formando un perfetto accordo. E questa è l’anima del profumo, che rimane tale e quale fino alla fine.

Le altre fragranze della “linea culinaria” di Hilde Soliani sono Acquissima, Dolcissimo, Freschissimo e Fragola Salata. L’attenta selezione degli ingredienti sta alla base della sua ricerca. Il suo estro è improvviso e, a suo dire, disordinato. L’ispirazione può arrivare dai cibi che assaggia o dal desiderio di sperimentare accostamenti insoliti. Fosse per lei si dedicherebbe in gran parte alla ricerca delle materie prime in giro per il mondo, o a creare note olfattive originali. Forse non è il caso che io riveli l’essenza che sta cercando di estrarre da un ingrediente fondamentale della nostra cucina. Sicuro è che non si limita a ricreare un certo sentore usando un ventaglio di note a disposizione, ma tenta di estrarlo dalla materia fragrante, ricorrendo a strani intrugli a base di azoto liquido.

Dove provare le fragranze di Hilde Soliani? Probabilmente non nella profumeria sotto casa, e neanche in quella selettiva di Milano, e forse neppure in quel negozio di nicchia tanto fornito che vi consiglia bene. Quando sarete pronti, saranno loro a trovare voi, ovunque siate

Fa molto “Don Juan” di Castaneda, ma in attesa che Hilde organizzi il proprio sito web dovrete accontentarvi.

(Immagini da: www.dilloconunfiore.com e www.parfumo.de)

Nasi impertinenti

febbraio 19th, 2010 - autore: Francesca Faruolo
Ficcò dentro le dita e tirò fuori un naso… Ivàn Jakovlèvic si senti cascare le braccia; cominciò a sfregarsi gli occhi e poi tastò di nuovo: un naso, proprio un naso! e per giunta, a quel che sembrava, anche in un certo senso conosciuto. Lo spavento si dipinse sulla faccia di Ivàn Jakovlèviè. Ma questo spavento era niente in confronto all’indignazione che s’impadronì di sua moglie. (Nikolaj Gogol’ “Il naso”)

pinocchiaIl naso è una curiosa escrescenza appesa proprio al centro del nostro viso, un elemento che si proietta oltre i confini del corpo e talvolta minaccia il nostro civile contegno. Starnutire, soffiarsi il naso sono gesti tutt’al più tollerati nella nostra cultura, ma spesso fonte di imbarazzo se non addirittura di censura. Chi di noi non ha mai provato a trattenere un fragoroso “Echium!!”?
La letteratura popolare è affollata di personaggi nasuti che infrangono la norma e il senso comune come le maschere della commedia dell’arte, le streghe e gli orchi delle fiabe, gli gnomi. Un naso grottesco e fuori misura è lo stereotipo che spesso sottende un raggiro, una beffa, una canzonatura o qualche sconcezza.
Uno dei tanti personaggi che hanno fatto fortuna grazie ad un’anomala configurazione del proprio naso, è senz’altro Massimo Zanardi, nato dal genio fumettistico di Andrea Pazienza.
Tempo fa insieme (e grazie) ad Andrea Plazzi ho scritto un articolo per la prefazione del volume Zanardi 2, riedizione delle storie disegnate da Pazienza tra il 1984 e il 1987 (Fandango 2009).
Ne riporto qui un estratto (un po’ ritoccato e ampliato per adattarlo a questo contesto) con alcune considerazioni sul naso impertinente di Zanardi.

copertinazanardi2“Per quanto originale e perfettamente compresa nel suo contesto storico, la figura di Zanardi sembra evocare archetipi lontani, a partire dal suo celebre profilo. Comparso per la prima volta su Frigidaire, questo personaggio è uno degli alter ego usati da Andrea Pazienza. Ma differenza di Pentothal e Pompeo il suo volto affilato non è quello dell’autore, anche se da subito ha qualcosa di familiare e riconoscibile. Con quel naso a becco Zanardi ricorda i personaggi delle fiabe grottesche e dei racconti popolari, come gnomi, troll norvegesi, giganti e streghe. Ha lo stesso naso fuori misura di certe maschere della commedia dell’arte, come Arlecchino, Pantalone, Stenterello, Fagiolino e il loro fratello più giovane: Pinocchio.
E la somiglianza non è casuale, perché con tutti questi personaggi Zanardi condivide il senso di rivolta alla norma che si esprime in una tensione corporea volta a rompere gli argini del contegno.
Nasi che sporgono e si protendono oltre il corpo. Nasi che potrebbero da un momento all’altro staccarsi e rendersi indipendenti come avviene nel racconto di Gogol’. Nasi oggetto di ludibrio come nelle maschere dell’infamia usate fino all’Ottocento per punire chi turbava l’ordine pubblico. E ancora nasi fallici sulle maschere indossate dai feroci drughi di Arancia Meccanica.
Il tema del naso, come ha spiegato Bachtin, è un motivo che si ritrova nel linguaggio e nell’arte popolare di diverse epoche e culture. La sua caratteristica universale è quella di mettere in discussione i confini tra “dentro” e “fuori” e quindi di prendersi gioco del canone del corpo “perfettamente dato, formato, rigorosamente delimitato, chiuso, mostrato dall’esterno, omogeneo ed espressivo della sua individualità.”
Zanardi evoca perciò un immaginario ben preciso legato a motivi grotteschi, triviali, osceni e contrari alla morale che animavano i racconti popolari, le farse carnevalesche e che sono sopravvissuti nelle fiabe per bambini. Da questo humus nasce infatti Pinocchio il cui naso è definito “impertinente” dallo studioso Dieter Richter, o anche “memoria del corpo non finito che il bambino piccolo reca sempre con sé come godimento onirico e come incubo”.
zanardimazza Anche Zanardi ha un corpo non finito e nei momenti di maggior tensione ed efferatezza Pazienza lo trasforma facilmente in un uccello rapace. Una mutevolezza che è la conseguenza evidente di un vitalismo che alimenta l’azione e si scontra con la morale.
Questa doppia sembianza di uomo e uccello lo accomuna a un personaggio legato alla memoria del corpo infantile. Si tratta di Peter Pan che certamente sta alle cicogne come Zanardi agli avvoltoi, ma i due condividono il destino di chi cerca spazi aperti in cui liberare la propria vitalità. E per Zanardi il vitalismo è un propellente costante all’azione che spesso urta la morale comune e fa a cazzotti con qualsiasi ordine. Lo scherzo, anche “da caserma” e con risvolti spesso tragici, è la tipica modalità con cui Zanardi esprime il proprio estro diabolico. Ma sarebbe meglio dire la triade Colasanti, Petrilli e Zanardi cioè il bello, il brutto e il cattivo per i quali fottere – letteralmente – e sfottere il prossimo diventa una professione di vita.”

L’articolo completo “Bah! La realtà!” è pubblicato sul blog di Andrea Plazzi.

Citazioni:
Michail Bachtin, L’opera di Rabelais e la cultura popolare, Torino 1979, Biblioteca Einaudi, pag. 350
Richter Dieter, Pinocchio o del romanzo d’infanzia, Roma 2002, Storia e Letteratura, pag. 66.

Profumi ricombinanti

febbraio 11th, 2010 - autore: Francesca Faruolo
humieki&graefNell’intervista a Tobias Muksch che ho realizzato a Fragranze per Extrait, il direttore creativo di Humiecki & Graef spiega come i profumi della Casa tedesca nascano dalla ricombinazione di materiali fragranti. Il processo creativo consiste nel prendere un elemento conosciuto, decostruirlo e dargli una nuova organizzazione.
Ecco un punto di contatto tra filosofia e arte del profumo. Per approfondire il tema della ricombinazione: Franco Berardi, Alessandro Sarti Run. Forma, vita, ricombinazione.



Design al servizio dell’olfatto

febbraio 9th, 2010 - autore: Francesca Faruolo
smell3Il curioso apparecchio che vedete in questa immagine si chiama Smell+ ed è stato immaginato da James Auger, un designer che si è interrogato sul ruolo dell’olfatto nella comunicazione tra esseri umani. La maschera e i tubicini collegati ai corpi di due o più persone permettono di stabilire un immediato contatto olfattivo con il prossimo, secondo una modalità di scambio normalmente “censurata” dalla nostra cultura. Per educazione non ci si annusa a vicenda, anche se poi, gli odori ci guidano ancora come milioni di anni fa nella ricerca dei nostri simili.
Ma se la natura ci ha già dotato di adeguati ricettori olfattivi, a cosa servono le protesi di Smell+?
Auger spiega che tramite il design è possibile divulgare alcune conoscenze scientifiche. I prodotti, dotati di una specifica funzione, sono una forma di linguaggio che le persone facilmente comprendono. Smell+ invita perciò il pubblico a considerare l’importanza degli odori come fattore di interazione sociale. Al tempo stesso suggerisce la possibilità di addestrare il 5° senso e di esercitare un maggior controllo sulle esperienze olfattive di cui invece, molto spesso, non siamo neppure consapevoli.

Infine, in questo filmato James Auger provocatoriamente spiega come l’apparecchio può essere usato per individuare il proprio o la propria partner ideale. E qualcuno forse storcerà il naso…

Ladre di profumi

gennaio 28th, 2010 - autore: Francesca Faruolo
evakentCosa non si fa per un profumo!
Una recente ricerca condotta dal «Centre for re­tail research» di Nottingham conferma che a livello mondiale nel 2009 i profumi sono tra le merci preferite dai manolesta, subito dopo i capi d’abbigliamento e gli abiti firmati (fonte GDO news).
Se volete farvi un’idea del fenomeno digitate su google “ladri di profumi”, le notizie apparse sui giornali sono numerosissime. E proprio oggi sul Carlino di Bologna si leggeva il titolo “IL PROFUMO FA LE DONNE LADRE”! Profumarsi a volte comporta un certo rischio.

Abiti fragranti e mutande senza odore

gennaio 5th, 2010 - autore: Francesca Faruolo
puraanarchiaTessuti intelligenti, antibatterici, autopulenti… la ricerca tessile fa passi da gigante! E i risultati offrono qualche spunto comico come nel caso del racconto “Sam, questi pantaloni sono troppo fragranti” di Woody Allen (Pura anarchia, Bompiani 2007). Lo scrittore si è ispirato a un articolo letto sul New York Times a proposito degli abiti all’aroma di erbe rilassanti prodotti dall’azienda coreana Kolon.
Il protagonista si avventura in un negozio di abbigliamento dove i commessi indossano vestiti “alla brioche appena sfornata” mentre il titolare assicura di poter impregnare gli indumenti di qualsivoglia fragranza: dal patchouli alla porchetta.

“Qui alla Bandersnatch and Bushelman non trattiamo vestiti semplici” disse Peplum avvicinandosi con fare cospiratorio. “La prego, non si mischi con i trogloditi”.
Mi porse un’elegante giacca gessata che aveva preso da un manichino del negozio.
“Ecco, provi a sporcarla.”

Malgrado il trattamento a base di marmellata e sciroppo di cioccolata la giacca della Bandersnatch and Bushelman rimaneva candidamente intatta.

mutandeNella realtà simili prestazioni sono state recentemente offerte dalle mutande di Koichi Wakata l’astronauta che l’estate scorsa ha navigato nello spazio senza cambiarsi gli slip per 4 settimane. Il suo compito era proprio quello di testare per conto dell’agenzia spaziale Jaxa, un nuovo tessuto a prova di cattivo odore!
“Della stessa “collezione” fanno parte anche modelli ultratecnologici di camicie, pantaloni e calzini che, assicura un portavoce della Nasa, potranno avere un’importanza fondamentale nelle future missioni spaziali.” (Corriere.it)
Chissà che la Bandersnatch and Bushelman non riesca a metterli in commercio!

Come funziona l’olfatto?

dicembre 29th, 2009 - autore: Francesca Faruolo
olfattoDal sito di Tim Jacobs, ricercatore presso la Scuola di Bioscienze della Cardiff University (UK), ecco un quiz per testare le proprie conoscenze scientifiche riguardo il funzionamento dell’olfatto.

Geruchsproben: l’odore del nemico

dicembre 23rd, 2009 - autore: Francesca Faruolo
geruchsprobenIn questi vasetti la polizia segreta della DDR conservava gli odori dei sospetti “nemici del popolo”.
Questa sconvolgente collezione di reperti è conservata oggi al Museo della Stasi, in Normannenstrasse a Berlino est. Se avete visto il film “Le vite degli altri” (Das Leben der Anderen) di Florian Henckel von Donnersmarck forse ricorderete la scena in cui l’agente HGW XX/7 rileva il campione durante un interrogatorio.

Incontro con Fragrance Designer

dicembre 1st, 2009 - autore: Francesca Faruolo

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Leggendo Storia sociale degli odori di Alain Corbin si ha una chiara idea di come in passato il quinto senso fosse continuamente sollecitato, grazie all’uso diffuso di sostanze aromatiche sprigionate da legni, petali di fiori, pout pourri ed essenze. Nell’epoca contemporanea si invece è assistito a una progressiva eliminazione degli stimoli olfattivi, verso un ideale asettico che ci ha portati sulle soglie dell’anosmia.

Oggi stiamo però assistendo a una riscoperta dell’olfatto, delle incredibili virtù delle essenze e dei loro effetti sulla nostra psiche. Se per molte persone le fragranze sono soprattutto prodotti da indossare come un bei vestiti, inoltrandoci nel mondo dei profumi ci si accorge subito della vastità di applicazioni che possono trovare in ambiti quali arte, comunicazione, marketing o benessere.

Fragrance Designer è un’azienda che si occupa proprio delle molteplici declinazioni del profumo realizzando scenografie e loghi olfattivi, fragranze per hotel, show room e Spa e perfino materiali cartacei caratterizzati da una precisa identità olfattiva. Nata nel 2007, Fragrance Designer si fonda sulla competenza e la professionalità di Claudia Scattolini, general manager dell’azienda, che dopo una laurea in farmacia si è diplomata all’ISIPCA, il più qualificato e selettivo centro di formazione per profumieri fondato a Versailles da Jean-Jacques Guerlaine.

Oltre a creare profumi personalizzati per numerose aziende committenti, Fragrance Designer ha collaborato in ambito artistico con NoneArt, presso la Barchessa Rambaldi a Bardolino (VR). Sono nate così le scenografie per le mostre “Il cavatappi“, dove è stato utilizzato un bouquet di vino bianco spumeggiante e “Luxury car” con profumo di auto nuova e profumatori per auto.
VitanellabambagiaFrutto di questa collaborazione è anche “Vita nella bambagia” una fragranza per ambiente che evoca le tre età dell’uomo sulla scia delle note di testa, di cuore e di coda del profumo.
Fragrance Designer è una realtà giovane e poliedrica che ho voluto conoscere più a fondo facendo alcune domande a Claudia Scattolini. Imprenditrice e madre, Claudia mi ha trasmesso la stessa gentilezza d’animo che si ritrova nelle creazioni di Fragrance Designer, siano esse frutto di un attento lavoro su commissione o di libertà espressiva.

INTERVISTA:

P1010140_2Quali sono le tue fragranze preferite e quali i profumieri che hai preso come riferimento, almeno all’inizio?

Fragrance Designer: Non ho mai pensato ad un profumo come qualcosa di moda, come la fragranza griffata del momento, secondo le tendenze di un mondo che detta le sue regole senza chiedere il tuo parere, senza guardarsi indietro a vedere se ci sei o meno.
Per me “profumo” è il profumo del mio mondo: la pelle accogliente di mio marito, il profumo di cucciolo di mia figlia, l’odore impetuoso dei miei cani, la dolcezza del gelsomino in giardino, il sentore delicato delle rose, l’aria pulita che dalle montagne arriva al lago, e poi il profumo della vaniglia della ciambella della nonna, la cannella sulle mele cotte, il profumo caldo del sottobosco d’estate, delle cortecce degli alberi dopo la pioggia…potrei continuare per ore a descrivere il profumo di ogni momento della mia vita, di ogni persona incontrata, di ogni luogo. E’ l’emozione che ci dà questo senso meraviglioso e troppo spesso bistrattato che è l’olfatto, un’emozione a cui non ci si può sottrarre, che si fa spazio nel nostro animo e si fissa per sempre nella nostra memoria olfattiva.
Questo è un profumo per me e a questi profumi mi sono ispirata.

Nel tuo curriculum di creatrice di profumi puoi vantare un diplomata all’ISIPCA. Ci puoi parlare di questa esperienza?

Fragrance Designer: è la scuola più famosa al mondo, riferimento primo per la profumeria globale.
ISIPCA per me vuol dire un pezzo di vita meraviglioso vissuto accanto ai profumieri più famosi del mondo, coloro che dettano legge. Ma vuol dire anche ore e ore di studio, di olfazione, di laboratori, di ricerche, significa anche un’esperienza meravigliosa di volti intensi, di culture diverse.
ISIPCA è il cuore palpitante delle aspirazioni di tanti giovani che faranno strada, che amano il loro lavoro, che vogliono profumare il mondo.
E io sono una di loro, una piccola tessera nel complicato mosaico di quell’universo.

Ci sono stati incontri particolarmente importanti per la tua crescita artistica e professionale?
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Fragrance Designer: J.J. Etienne, J.C. Ellena, M. de Rovinsky, E. de Feydeau, P. Dinand sono solo alcuni tra i “grandi” che ho avuto l’onore di conoscere quando ero a Parigi, che mi hanno mostrato quanto si può fare ancora per rendere migliore questo mondo.
Oggi però cresco di più con i piccoli incontri quotidiani.

Nel 2007 hai fondato la tua azienda: Fragrance Designer. Raccontaci questa avventura.

Fragrance Designer: Volevo dare la possibilità alla gente di concepire il proprio profumo, l’aura dentro cui vivere, respirare, mostrarsi al mondo. Avevo un computer portatile, un po’ di testa e di sensibilità, un marito che mi spalleggiava e mio padre come socio.
Dopo un mese dalla firma dal notaio, il miracolo: aspettavo la mia cucciolina. Avere lei dentro di me mi dava forza: ho lavorato prima nel mondo degli artisti, mostre d’arte profumate, profumi come opere d’arte. Ho creato le fragranze per due ricchi privati come dono alle loro amiche, il logo olfattivo di brand, hotel, show room.
Nove mesi dopo, il 7 settembre 2008, è arrivata Viola e qui il mondo si è fermato un attimo.
Un anno dopo la “Fragrance Designer sas” è decollata e ora non la ferma più nessuno.

luxury carNel mondo articolato e variegato della profumeria hai orientato il tuo interesse verso lo spazio, l’ambiente, il paesaggio, realizzando scenografie e allestimenti olfattivi. Quali sono le ragioni personali o professionali di questa scelta?

Fragrance Designer: Come dicevo prima, nulla è più immediato dell’impatto olfattivo quando si entra in uno spazio: siamo avvolti senza scampo, violenza o carezza non importa, ci entra dentro in quell’attimo e poi resta nella memoria.
Ritengo quindi davvero importantissimo prendere per mano chi ha la sensibilità di occuparsi di questo aspetto e creare con lui la giusta fragranza per quel luogo.

Quali sono le differenze sostanziali tra una fragranza per ambiente e una che nasce per evolversi sulla pelle? Ci sono ingredienti più adatti di altri, o addirittura essenze che sono sconsigliate per la diffusione in spazi pubblici?

cavatappi3Fragrance Designer: Fondamentalmente non concepisco una fragranza per ambienti diversa da una fragranza che va sulla pelle: come posso diffonderla con i bastoncini di bamboo o con il mio diffusore ad ultrasuoni, così posso farla sentire dalla mia pelle.
Variano le concentrazioni, i solventi: sulla pelle il profumo sarà in alcool, diffuso con il diffusore sarà invece una fragranza senza alcool né altri solventi.
Per ciò che riguarda le materie prime (olii essenziali) bisogna dire che ci sono delle famiglie olfattive più facilmente proponibili ad un ampio pubblico, piuttosto di altre con per esempio “punte” tipo spezie (es.: cannella) o fiori dalle note molto intense (es.: gelsomino) che possono piacere moltissimo come anche dare fastidio ad altre persone.
Bisogna sempre avere chiaro il risultato che si cerca di ottenere.

Come si svolge il processo creativo che porta alla realizzazione di un profumo firmato Fragrance Designer?

Fragrance Designer: Alchimista, stilista, sarta e psicologa: come Fragrance Designer mescolo in me un pizzico di ciascuna tra queste figure, insaporendo il mix con manciate di sociologia e architettura.
Il mio lavoro il mio metodo partono proprio da un’attenta osservazione di un pubblico “evoluto”, che nelle scelte di stile o nelle opzioni di marketing non si accontenta più di prodotti o soluzioni in serie, per quanto prestigiosi o efficaci, ma ricerca una qualità a tutto tondo tagliata sul proprio carattere, sulle proprie esigenze. Ama sentirsi e presentarsi come unico, irripetibile, inimitabile.

Comincio quindi dallo studio approfondito di chi desidera trovare il proprio profumo, una persona o un’azienda, oppure dell’ambiente su cui dovrà operare. “Coccolo” un po’ e stimolo il committente (in particolare progettisti, designer e arredatori) per farne emergere l’animo, scoprire la sua vera essenza: da qui traccio il profilo della fragranza che più gli assomiglia, che lo identifica. Un autentico concept che, tradotto in termini “profumieristici”, conduce alla creazione di diversi campioni di fragranza, tra i quali il committente, e solo lui, sceglierà la preferita.

Non sono semplicemente i gusti del designer e del cliente a guidare questa delicata fase di selezione e lavorazione, ma anche e soprattutto la capacità delle differenti essenze di adattarsi alle situazioni e di evocare sensazioni: è risaputo, per esempio, che note olfattive come il limone, la menta, il timo sono stimolanti, aumentano la vigilanza, e sono dunque efficaci per profumare un ufficio o un ambiente di studio; risultano invece rilassanti lavanda, rosa, arancio, tiglio e così via.

Presento quindi le fragranze, ciascuna corredata dalla giustificazione delle scelte operate in fatto di materie prime, di sfumature. Al committente viene data ora la possibilità di vivere i diversi profumi giorno per giorno, per capire quale incontri il suo gusto, il suo stile, le sue esigenze di comunicazione.

L’ultimo passo è la scelta finale: la fragranza, il sottofondo vitale, che accompagnerà il committente e lo identificherà da lì in avanti. Prenderanno così vita le scenografie olfattive per profumare i suoi spazi, i suoi eventi, oppure creazioni profumate, shanghai, eau de toilette o de parfum, linea bagno, creme e candele…
Un universo profumato senza confini.

Chi sono i tuoi collaboratori?

Fragrance Designer: In primis c’è il mio socio, nonché mio padre: è lui l’inventore del nostro Diffusore ad Ultrasuoni, senza il quale non potrei creare le mie scenografie olfattive.
Poi c’è il mio grande amore: Alessandro. Mio marito non è un mio collaboratore sulla carta, ma è come se lo fosse.
E poi ci sono Roberta che mi riporta sulla terra quando salgo sulle nuvole e Marco che mi riporta su, e poi Enrica, Eleonora, Luca, Stefano… uno migliore dell’altro.
Un team vincente e motivato, che ama il proprio lavoro e crede in quello che stiamo realizzando insieme.

Quali sono stati i tuoi lavori più importanti e/o che ti hanno dato più soddisfazione?

cavatappi2Fragrance Designer: Lavorare con gli artisti dà molta soddisfazione perchè entrano proprio in sintonia con le fragranze, ci giocano, le fanno diventare parte delle loro opere e questo è meraviglioso.
Lo stesso si può dire degli architetti: creare per esempio il Logo Olfattivo per un noto brand di calzature, che identifichi il marchio in tutti i negozi del mondo, a stretto contatto con gli architetti che creano il concept vero e proprio di quegli spazi, è stata un’avventura entusiasmante.
Lo stesso per i profumi creati per gli hotel: bouquet agrumato, un’esplosione di limone per l’isola di Procida, un caldo bamboo per l’hotel in collina..
Ma la piccola opera più coccola è il profumino creato per la nascita della mia Viola: violetta e menta. Violetta, la parte femminile, vezzosa e vellutata, con la menta, la parte maschile, rinfrescante come una ventata e familiarmente piacevole.

Puoi definire l’impronta personale, il marchio di fabbrica che infondi nelle tue creazioni?

Fragrance Designer: che il carattere distintivo delle mie creazioni sia proprio che ognuna è diversa e ognuna identifica chi l’ha commissionata, viene dal SUO animo, dalla sua immaginazione perchè è chi lo deve vivere o chi ne ha deciso la collocazione che deve dargli vita, che lo deve plasmare. Alla fine io sono solo un tramite tra lui e la sua creazione, un tramite, una traduttrice delle sue emozioni in profumo.

Anche i tuoi sogni sono profumati?

Fragrance Designer: I miei sogni sono profumatissimi, come la mia vita ed è l’amore per la vita stessa a profumarli.